THE BIAGIOTTI TALES
Autunno Inverno 2026/27
C’era una volta e c’è oggi un Castello…una nonna, una mamma, una figlia: Delia, Laura, Lavinia, che hanno guardato e guardano con lo stesso stupore l’eternità della storia e dell’arte, il tempo che non consuma le cose, ma le rende più preziose, il periodico avvicendarsi delle stagioni, sempre uguali, sempre diverse.
Lavinia Biagiotti Cigna racconta le “sue” favole che sono “storie vere” e si intrecciano con una realtà ben tangibile. Si parte dal Castello Marco Simone, un monumento nazionale che ha più di mille anni e che ha ospitato il passaggio di grandi geni, uno fra tutti Galileo Galilei, ospite di Federico Cesi, fondatore dell’Accademia dei Lincei – ma che è vissuto, da generazioni, pienamente, come una casa di famiglia. Una bella, lunga, storia italiana, impossibile altrove.
Al Piccolo Teatro Studio Melato la scenografia riproduce il Castello con il suo grande portale, immerso in un bosco autunnale, un fondale realizzato dalle maestranze del Teatro ed utilizzato anche dal Maestro Giorgio Strehler.
Gli abiti raccontano i giorni dell’autunno con i suoi colori caldi: castagna, nocciola, ambra, cannella, verdone, muschio, red berries, mosto, vino fino al rosso vivido, vibrante e teatrale, per scolorare poi nella luce del bianco e dell’inverno, fino ad azzardare una promessa di inizio primavera, con toni pastello, un tocco di rosa, e con stampe fiorite, dove emergono a sorpresa, e con quasi invisibile discrezione, personaggi fiabeschi.
Per Biagiotti, il linguaggio del racconto è il Cashmere, filo narrativo e indiscusso protagonista. Quando il New York Times ha definito Laura Biagiotti la Regina del Cashmere, non si trattava di un titolo, ma del riconoscimento di un metodo. Sotto la sua visione, il cashmere ha smesso di essere un lusso stagionale, prevalentemente maschile, per evolvere in una dimensione moda che prima gli era sconosciuta.
La vocazione Biagiotti alla maglieria si riflette nella ricerca e nelle lavorazioni innovative di punti, nelle composizioni di trecce, nelle rimagliature, nella capacità di realizzare sinfonie inedite con pesi e volumi. Il racconto diventa sovrapposizione: filati iper-leggeri per piccoli pezzi sagomati si alternano ad ampiezze scenografiche: ecco il cappotto Mongolia, le mantelle con il cappuccio, il trench di cashmere bianco e i maxi cardigan con le trecce lunghi alla caviglia.
L’alchimia della nuova femminilità mette in scena tratti scolpiti insieme a linee fluide, i tessuti scivolano sul corpo, la gonna pareo ha uno spacco sensuale. I ricami sul tulle color nudo riproducono la magia di un cielo stellato. L’accento è nei dettagli: il collo che forma un cappuccio, i guanti che danno l’illusione di una manica.
Il tempo diventa movimento nelle mantelle immense che consentono di attraversare il freddo di tutti gli inverni e coprono preziosi abiti in velluto di seta e intarsi di pizzo, l’iconico “abito-Bambola” si reinventa con nuovi tagli e proporzioni. Ingegno, manualità, sorpresa. Sfilano inediti e sportivissimi loden gessati a fondo beige, che fanno da contraltare alle frange danzanti e ai cristalli iridescenti sui pullover a collo alto che riproducono l’immagine del Castello.
La LB Bag viene realizzata in tutte le dimensioni: la versione micro è regale, in cocco stampato. Ci sono i mini-secchielli con il marchio, ricordi d’infanzia ora molto in voga. Sfilano insieme a borse morbide e capaci, per contenere quel mondo di casa e lavoro che spesso le donne si portano dietro. E magari per infilarci anche un quaderno con tanti fogli bianchi da scrivere, un volumetto delle fiabe italiane di Italo Calvino, il Piccolo Principe, o quello che si ha voglia di leggere e rileggere.
Le lenti degli occhiali a mascherina, in acetato bianco o tartaruga, sono sfumate, per filtrare con un tocco fiabesco la realtà. Un fiore d’inverno diventa spilla, orecchini o decoro di tessuto da appuntare sul rever o nei capelli. Ballerine dalla punta geometrica si alternano a décolleté dal tacco quadrato nei toni della collezione e, naturalmente, gli stivali, che in una favola ci vogliono! Il profumo Roma di Laura Biagiotti aggiunge un soffio d’eternità alla poesia della sfilata.
Un racconto profondamente femminile di amore e rispetto per luoghi, radici, storie e sentimenti. È la favola dell’abito magico — compagno fedele e longevo nel tempo— protagonista della moda Biagiotti: una fiaba che, stagione dopo stagione, si reinventa per vestire un pensiero contemporaneamente nuovo e infinito.
Credits: HAIR ROBERTA BELLAZZI @TheAgencyAldoCoppola using L’Oréal Professionnel | MAKE-UP CRISTIANA CECCARELLI @TheAgencyAldoCoppola | NAILS @TheAgencyAldoCoppola | HOSIERY GOLDEN LADY
#LauraBiagiotti
laurabiagiotti.com
